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Francesco Parello PDF Stampa E-mail

Il mio nome è Francesco, ho 20 anni e sono nativo dell’agrigentino dove ho vissuto 8 anni nel paese di Aragona frequentando la parrocchia S. Francesco d’Assisi.

All’età di 8 anni mi sono trasferito con la mia famiglia a Lucca, dove ho ricevuto i sacramenti dell’Eucarestia e della Cresima nella parrocchia di Segromigno in Piano; dopo la Cresima,avendo cambiato casa, ho iniziato a frequentare il gruppo giovani della comunità parrocchiale di Rughi e qui  qualcosa è cominciato a cambiare: la vocazione dava i primi segni.

Non mi bastava più frequentare la chiesa, volevo capire cosa è la fede, cosa vuol dire essere cristiani; così mi sono impegnato in vari gruppi della parrocchia: il gruppo giovani a cui devo molto, il gruppo missionario che mi ha aperto ad un’altra dimensione della fede, il gruppo dei catechisti che mi ha messo a contatto con la semplicità dei bambini e la forza degli adolescenti , il gruppo caritas in cui ho sperimentato una forma di servizio.

In questa comunità la mia fede, la mia personalità e la mia vocazione sono maturate. Ho iniziato all’età di 18 anni a frequentare il gruppo vocazionale e sono rimasto piacevolmente sorpreso dal clima familiare e allegro che si respira in seminario tanto che mi ci sono trovato subito bene(il che non era scontato considerata la mia poca socievolezza!).

In due anni sono cambiate molte cose: ho imparato ad avere più confidenza con gli amici, ad aprirmi di più agli altri, a conoscere me stesso e affrontare i miei limiti.

Nel frattempo gli impegni in parrocchia sono aumentati e l’università mi ha dato l’opportunità di sentirmi adulto e mettermi ala prova nelle relazioni sociali; ma il desiderio di rispondere sì alla chiamata di Cristo era ancora presente in me, però sentivo l’insicurezza e la convinzione di non essere capace di imparare ad essere un buon prete.

Il discernimento vocazionale guidato dalla spiritualità di S. Teresa di Lisieux mi ha aiutato a capire che l’Amore di Dio non è meritato e non richiede particolari doti: è già dato a noi e da dentro di noi spinge ad amare, ad agire, a ricambiare. Scrive S. Teresa : “ Io chiedo l’amore,l’amore è tutta la capacità di cui ho bisogno”.

Dopo una forte esperienza al Cottolengo di Torino, mi sono deciso a dire il mio “Si”; sono quindi al primo anno propedeutico in cui sono chiamato a verificare la mia scelta vivendo la vita comunitaria del seminario e impegnandomi negli studi universitari.

Vi lascio con un pensiero: la chiusura in se stessi, nei propri ideali, nel proprio mondo non porta a niente di buono; se davvero sentite il bisogno di essere felici, volete dare una svolta alla vostra vita iniziate a chiedervi chi siete, cosa cercate e soprattutto che senso ha la vostra esistenza! Questo è il primo passo per intraprendere il proprio cammino, trovare la vostra vocazione e lungo la via, passo per passo, conoscerete voi stessi, vedrete le cose con occhi diversi e scoprirete che Dio vi sta dicendo qualcosa, lì nel vostro cuore…..ascoltate.