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Gianluca Diolaiuti PDF Stampa E-mail

 

Mi chiamo Gianluca Diolaiuti,

ho 39 anni e sto frequentando il secondo anno dello Studio Teologico di Camaiore.

Provengo da Monsummano Terme dalla Parrocchia di Maria SS.ma della Fontenova.

 

Dopo il diploma di ragioneria ho iniziato a lavorare come impiegato in un suolificio per alcuni mesi e nell’agosto del 1993 sono stato assunto come dipendente dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero della diocesi di Pescia.

 

In Parrocchia mi sono occupato principalmente delle attività giovanili e per alcuni anni ho fatto anche il catechista dei bambini.

 

Quando si fa una presentazione vocazionale la domanda che ricorre è: “quando hai sentito la chiamata del Signore?”

 

Devo dire onestamente che non ho una risposta da dare, nel senso che non saprei collocare la chiamata in un particolare momento o luogo, so solo che il pensiero di essere chiamat

o al sacerdozio è ritornato ciclicamente nella mia vita, addirittura lo avevo scritto quando avevo 10 anni nei classici temi dati dalla maestra: “che cosa voglio fare da grande”.

 

A quel pensiero però non ho mai voluto dare una risposta, ogni tanto ho cercato di approfondire, ma quando vedevo che le cose diventavano più serie, allora preferivo rimuovere il pensiero. A chi dopo il mio ingresso in seminario mi ha detto che la mia era una “vocazione adulta” ho risposto che io la definisco piuttosto una “risposta tardiva”.

Mi volevo convincere che potev

o servire il Signore anche da laico impegnato, ma con il passare del tempo mi sono accorto che questo non mi bastava, sentivo che non compivo a pieno la volontà del Signore.

 

E così, a marzo del 2011 mi sono deciso a iniziare un cammino di discernimento vocazionale più serio e ho maturato la decisione di entrare in Seminario.

 

Dopo più di un anno posso dire che sono molto sereno per la scelta che ho fatto, non perché ritenga di essere all’altezza della chiamata al sacerdozio, se fosse per quello avrei aspettato ancora del tempo (sempre che quel tempo arrivi mai). La serenità mi viene dalla consapevolezza che questa è la strada giusta per capire veramente quale sia la volontà del Signore, alla quale intendo rispondere con gioia: “Eccomi Signore, si compia in me la tua volontà!”.