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Michele Fabbrini PDF Stampa E-mail

Mi chiamo Michele, ho 36 anni e sono nativo di San Vito, paese nell’immediata periferia di Lucca. La mia fede e i primi interrogativi sulla possibilità di donarmi completamente al Signore sono nati dall’esperienze che vivevo in parrocchia. Ho avuto la fortuna di avere per 13 anni un grande parroco che mi ha segnato profondame nte. Il suo esempio lo porto ancora dentro di me.

Sono al quarto anno di seminario, un percorso lungo sei anni durante i quali ogni seminarista cresce umanamente e spiritualmente grazie al discernimento operato in lui dal Signore e grazie all’accompagnamento fondamentale di tutta l’equipe formativa composta dal rettore, vice-rettore e padre spirituale. Il seminario, per me, più che un luogo fisico è un “tempo di grazia” che il Signore mi dà la possibilità di vivere.

Perché ho deciso di entrare in seminario? Fondamentalmente è una risposta ad un Amore più grande di me che mi ha completamente pervaso. Devo dire la verità: non ho risposto subito; sono stato preso dal timore e dalla paura di questo grande passo.

L’ascolto della voce di Dio non è semplice, implica impegno, aprirsi totalmente all’Altro (con la A maiuscola). Per anni ho fuggito la voce di Dio, mi impegnavo in ogni modo per chiudere le mie orecchie e poi non ce l’ho più fatta; mi sono arreso e ho teso l’orecchio.

Il seminario non è il punto di arrivo per la persona che sente di essere chiamato dal Signore per far parte, in un futuro, della comunità presbiterale diocesana; segna il punto di partenza per un radicale impegno di lavoro su di sé, per una continua conversione del cuore sempre pronto a tornare indietro, dove tutto era più semplice.

Prima di entrare in seminario ho lavorato per diversi anni presso una compagnia assicurativa, periodo molto bello nel quale ho potuto sperimentare ciò che significa portare a casa una busta paga.

Quando ho deciso che non potevo più aspettare mi si è posto davanti un grosso problema: non ero diplomato, ma il desiderio di realizzare quanto provavo era più forte di me e questo mi ha portato a prendere la decisione di rimettermi sui banchi di scuola. Ho frequentato il corso serale presso l’istituto “M. Civitali” di Lucca. Lavoravo fino alle 17,30, poi andavo a scuola dal lunedì al venerdì dalle 18 alle 23; il tutto per tre anni fino all’ottenimento del diploma di maturità come Tecnico dei Servizi Sociali.

È proprio vero che se il Signore ti chiede di compiere dei passi che tu credi siano più grossi di te, ti dona tutta la forza necessaria per affrontarli. Non ti chiederà mai cose al di fuori della tua portata.

Adesso mi sento e sono veramente un uomo felice e libero; la vera felicità, la vera realizzazione di sé si ottiene solo se ascoltiamo, accogliamo ed accettiamo quello che Dio ha pensato, fin dall’eternità, per noi.

Non dobbiamo avere paura di interrogarci e di metterci in gioco. Fidatevi: ne vale veramente la pena.