IL RETTORE don Marcello Giovanni Franceschi
marcello.franceschi@tin.it

Nato a Lucca il 30 settembre del 1961
Maturità scientifica, laurea in scienze biologiche, dottorato in scienze antropologiche.
Nel 1993 entra nel seminario diocesano e viene ordinato presbitero nel 1999.
Parroco in alcune parrocchie della Garfàgnana fino al 2005.
Dal settembre 2005 rettore del seminario arcivescovile e responsabile della formazione per il diaconato permanente.
Dopo solo 6 anni sono tornato in seminario non più da seminarista ma da rettore, non più come colui che cerca una guida ma come colui che la deve dare. La responsabilità del ruolo è molto grande, anche se sostenuta dalla vicinanza del vicerettore, del padre spirituale e del vescovo. Ho sentito questa responsabilità come più grande delle mie capacità umane e spirituali, perciò fin dal primo momento mi sono completamente affidato all'azione dello Spirito di colui che, per mezzo del vescovo, mi ha voluto qui. Questo non mi impedisce di fare sbagli, ma mi solleva dal peso che sento nel pensare che delle persone mi sono state affidate per decidere della loro vita.
Fare il rettore, però, non è solo pesantezza e dovere. È infatti molto bello vedere i giovani, che vogliono seguire Gesù donando tutto di loro stessi, progredire nel cammino di ricerca della verità su loro stessi e sulla loro vocazione. Essere accanto a loro e aiutarli nei momenti di demotivazione o confusione. Camminare insieme in una conoscenza sempre più profonda del Cristo come luce per le nostre vite. Sperimentare le gioie e le fatiche della convivenza tra persone che non si sono scelte ma che il Signore ha scelto perché stessero insieme.
Il tempo del seminario è un tempo fondamentale nella vita di ogni prete e le esperienze che viviamo in questo periodo restano nella nostra interiorità. È il tempo della formazione umana, spirituale, teologica e pastorale. Il tempo in cui costruiamo dentro di noi la figura di prete che vorremmo essere, e alla quale ritorneremo in ogni situazione ci verremo a trovare. 11 tempo che la Chiesa ci dà, nella sua millenaria saggezza, perché si possa stare con Lui, per conformarci a Lui nella mente e nel cuore, per crescere nell'umiltà e cosi poter portare agli altri solo Lui. come poveri vasi che portano un tesoro prezioso.