I SEMINARISTI

I seminaristi, coloro che si trovano in cammino verso il presbiterato, sono i veri protagonisti della loro formazione: l’azione degli educatori rimane infatti inefficace se essi non prendono in mano la loro vita e non fanno propri gli stimoli loro offerti. In tal senso si può dire che ogni formazione è ultimamente un’autoformazione.
In questa prospettiva è molto utile che ogni seminarista elabori una vera e propria regola di vita personale, in cui precisi i suoi propositi sugli aspetti essenziali della vita: la preghiera, lo studio e la scuola, l’esperienza comunitaria, il tirocinio pastorale, la famiglia e gli amici, il tempo libero, l’uso dei beni, la cura del corpo.
Per ovviare al rischio che un aspirante presbitero percorra il cammino formativo del seminario senza lasciarsi coinvolgere intimamente è necessario che ci sia una stretta interazione fra dialogo educativo e autoformazione: così la proposta educativa del seminario incontrerà i bisogni reali dei seminaristi e potrà essere pienamente assimilata.

La comunità del seminario ha una valenza educativa molto forte. Le celebrazioni liturgiche, gli incontri comunitari di formazione, condivisione e verifica, la trama delle relazioni interpersonali, la capacità di affrontare i conflitti con maturità, una comunicazione autentica e sincera, il senso di responsabilità reciproca e l’umile impegno nel servizio influiscono significativamente sulla personalità dei suoi membri; in particolare il clima che vi si respira, nella misura in cui è sereno, familiare, positivo, contribuisce molto allo sviluppo di personalità mature e armoniose.

La formazione per il presbiterato si configura come un vero e proprio itinerario, ritmato da passaggi precisi, che permettono l’assimilazione in progressione dei diversi contenuti spirituali, umani, teologici e pastorali.
Dal punto di vista oggettivo l’itinerario dura sei anni ed è scandito dalle seguenti tappe: introduzione alla vita di seminario; ammissione tra i candidati al diaconato e al presbiterato; conferimento del ministero del lettorato; conferimento del ministero dell’accolitato; ordinazione diaconale; ordinazione presbiterale.
Il primo anno rappresenta il portale d’ingresso del seminario maggiore. Esso di caratterizza per l’iniziazione ai vari aspetti formativi, l’introduzione alla vita comunitaria e per l’avvio delle relazioni educative.
Nel secondo anno l’iter formativo è orientato a portare gli aspiranti a verificare la loro vocazione e ad assumere con libertà e consapevolezza la scelta del presbiterato come tendenzialmente definitiva.
Il rito di ammissione fra i candidati al diaconato e al presbiterato conclude il primo biennio formativo, manifesta pubblicamente l’orientamento vocazionale dei seminaristi ed esprime l’accettazione della loro offerta da parte della Chiesa.
Il terzo anno è qualificato dal conferimento del lettorato e si caratterizza per un rapporto privilegiato per la Parola di Dio attraverso la Lectio Divina, la preghiera e l’esegesi.
Il quarto anno è qualificato dal conferimento dell’accolitato e si caratterizza per un rapporto privilegiato con l’Eucarestia attraverso la celebrazione eucaristica, l’adorazione e la preghiera contemplativa, la riflessione teologica.
Nel quinto anno l’iter formativo è orientato a preparare i candidati all’ordinazione diaconale che introduce i candidati nella comunione sacramentale con il Vescovo, i presbiteri e i diaconi, e consacra al servizio del Vangelo, dell’altare e dei poveri.
Il sesto anno ha lo scopo di preparare i diaconi all’ordinazione e alla vita presbiterale, la quale conclude l’itinerario formativo del seminario e si apre ai programmi di formazione permanente.